Milan, accordo con la Uefa: niente Europa League

Prendono corpo, ora dopo ora, le indiscrezioni che raccontano di un accordo in vista tra il Milan e Uefa che, in qualche modo, dovrebbe chiudere la complicatissima controversia sul Fair Play Finanziario. Lo scenario che prende forza – si legge sul Corriere della Sera – è quello di un compromesso che vedrebbe il club rossonero rinunciare alla Coppa conquistata sul campo nella stagione appena terminata in cambio di più tempo per raggiungere il pareggio di bilancio (al momento nella condanna fissato al 2021). L’accordo omnicomprensivo accontenerebbe le due parti: la società di via Aldo Rossi, che attualmente rischia la ‘somma di sanzioni’, e il massimo organismo del calcio europeo che ha già per le mani il caso spinosissimo del Manchester City da gestire.Milan UEFA

Gli strumenti giuridici per un «patteggiamento» – chiosa il quotidiano milanese -. non mancano. Se le due parti raggiungono un accordo (consent award), il #Tas (Tribunale arbitrale) non ha alcuna discrezionalità: deve limitarsi a certificarlo. E la #Camera giudicante potrebbe a quel punto decidere di sanzionare il #Milan in linea con quell’accordo. Quale potrebbe essere? Un anno di esclusione dalle Coppe e più tempo per raggiungere il pareggio di bilancio. In questo caso, il Milan rinuncerebbe a giocare l’Europa League, ma potrebbe mettere fine alla spirale di sanzioni, stabilendo un percorso di rientro. In Europa a quel punto andrebbe il #Torino e la Roma potrebbe essere ammessa direttamente ai gironi, saltando i preliminari.

Cosa succederebbe in caso di esclusione e accordo

Milan Uefa, una situazione che potrebbe risolversi nel corso delle prossime ore. I rossoneri e la federcalcio europea, da quasi due anni, stanno battagliando sulla questione relativa al Fair Play Finanziario, con il caso dei rossoneri che rappresenta un unicum totale a livello giurisprudenziale e che si è ingarbugliato mese dopo mese, ricorso su ricorso e sentenza dopo sentenza. Secondo le ultime indiscrezioni, però, pare che si sia arrivati ad un punto d’incontro tra le volontà delle parti in causa. Il #Milan è pronto ad accettare l’esclusione dalla prossima edizione dell’Europa League in cambio di un allungamento del periodo entro il quale poter centrare l’obiettivo del break even, ad oggi fissato al termine della stagione 2020-21.

NO RINUNCIA –  C’è un tassello fondamentale in tutta questa vicenda e che va chiarito. Il #Milan non rinuncerebbe, di sua spontanea volontà, alla partecipazione all’Europa League, ma accetterebbe – dentro l’accordo – di essere escluso. Con questo scenario, la #Roma andrebbe alla fase a gironi da testa di serie e il Torino parteciperebbe al doppio turno preliminare per entrare nel group stage. Il #Milan, qualora rinunciasse autonomamente alla partecipazione all’Europa League, andrebbe a complicare le cose per l’Italia. In primis perché ci sarebbero solo due squadre in Europa League, con il #Torino che resterebbe fuori. E poi ci sarebbe il problema legato al ranking per nazioni. L’Italia deve mantenere una delle prime quattro posizioni per potersi garantire le 7 squadre – 4 delle quali in #Champions – in Europa e un anno senza una squadra, potrebbe essere molto dannoso. Nelle prossime ore sono attese ulteriori novità, ma al Milan non sembra dispiacere l’idea di spurgare due trienni per poter ripartire un percorso preciso.

OBIETTIVI INDICATI –  Già, perché Milan e Uefa andrebbero a definire nel dettaglio il percorso che i rossoneri dovrebbero seguire per arrivare agli obiettivi indicati dalle regole del Fair Play, che #Elliott ha sempre indicato come uno scopo da perseguire. Ci sarebbe, dunque, una sorta di maxi settlment (del quale avevamo già parlato qui su MN) che guiderebbe il club, attraverso controlli cadenzati e possibili covenant, in un percorso pressoché identico a quei club che hanno sottoscritto il settlement in maniera “normale”.