Inter Vs Torino 4-2 all goals & Pagelle

Una punizione che un on-field review tramuta in rigore per il Torino, trasformato dall’ex Cristian Ansaldi, che porta i granata in vantaggio per 2-0, risultato nel complesso legittimo visto che fino a quel momento la formazione guidata oggi da Francesco Conti sembra meritare i tre punti per essere stata in grado di approfittare al meglio di un’Inter spenta e abulica. Ma quel ceffone, francamente, è troppo da digerire: e allora, ecco che i nerazzurri mutano pelle, posano il fioretto e tirano fuori le scimitarre. Il risultato sono 35 minuti di autentica rabbia agonistica, che fruttano inizialmente il pareggio raggiunto in tre minuti grazie ai gol di Alexis Sanchez e Romelu Lukaku, poi, nella fase finale dell’incontro, addirittura al sorpasso frutto di un rigore assegnato anche questa volta tramite Var e trasformato dal belga, poi al 4-2 finale firmato da Lautaro Martinez. Un’Inter a due facce, da dimenticare quella della prima ora, da esaltare quella dell’ultimo spicchio di gioco. E che con questo risultato torna nei piani alti della classifica, a -3 dal Sassuolo per il momento capolista in solitaria. 

HANDANOVIC 6 – Rinvia il crollo con almeno un paio di interventi decisivi, poi deve inchinarsi a due tiri piazzati. Non ha responsabilità particolari.

D’AMBROSIO 5,5 – Alterna buone giocate a errori grossolani, prendendosi anche qualche rischio di troppo nella propria area. Tende ad allargarsi per dare ossigeno alla manovra, ma senza spunti degni di nota. DAL 65′ SKRINIAR 6 – Aggiunge muscoli e solidità alla fase difensiva.

RANOCCHIA 5,5 – Un grave errore in uscita mette Zaza a tu per tu con Handanovic. Nonostante l’assenza del più quotato Belotti, non mostra la solita sicurezza e soffre l’ex Sassuolo anche fisicamente. DAL 74′ DE VRIJ 6 – Con lui in campo l’Inter imposta anche dal basso e questo fa tutta la differenza del mondo.

BASTONI 6 – Rischia in avvio perdendo di vista Zaza, poi fatica relativamente nella sua zona e alimenta la costruzione del gioco come al solito. A volte anche troppo, perché nelle ripartenze gli capita di essere fuori posizione. Più a suo agio quando si ricompone il terzetto arretrato ideale.

HAKIMI 5 – Un retropassaggio corto (ancora…) e un liscio nell’altra area da ottima posizione il bilancio del suo primo tempo. Ansaldi lo mette in crisi e davanti non ha né spazi né la personalità per crearseli. In vistoso calo, ma il guizzo finale che porta al rigore risulta decisivo.

BARELLA 6,5 – Gioca regista, mezzala, a volte trequartista ed esterno. In pratica è ovunque e, complici anche le fatiche azzurre, inevitabilmente perde lucidità in certi frangenti. Ma è l’unico in campo che non smette mai di pompare sangue nelle vene della squadra.

GAGLIARDINI 5,5 – Un brodino, anche insipido. È in campo per dare equilibrio, eppure il Torino va via troppo spesso in contropiede e lui rincorre annaspando. Nell’altra metà campo si limita al compitino. DAL 65′ MARTINEZ 6,5 – Il suo ingresso manda in tilt la difesa del Torino, per quanto non abbia molti palloni giocabili. A fare la differenza sono i movimenti, poi nel finale scarta il cioccolatino offertogli da Lukaku.

VIDAL 5,5 – Gioca a sprazzi, soprattutto sulla trequarti. Però la sua qualità emerge assai di rado e sembra avere poca benzina nelle gambe soprattutto quando alza il pressing. Il fisico non sempre risponde alla sua volontà.

YOUNG 5 – Singo sembra Maicon per la vitalità e l’aggressività con cui ara la fascia destra, l’inglese lo patisce e spesso lo lascia andare. Come quando commette goffamente fallo da rigore. Un confronto atletico in cui la differenza di età si manifesta crudelmente. DAL 74′ PERISIC 6 – Dietro mostra ancora limiti non da poco, però davanti getta nella mischia la giusta vitalità. Il quarto gol nasce da una sua idea.

SANCHEZ 6 – Manda in gol il Torino al termine di un primo tempo inguardabile, con palloni persi in quantità e tanta confusione una volta in possesso del pallone. Nella ripresa torna in campo trasformato: costruisce e rifinisce l’azione del 2-1, poi assiste quella del pareggio. A modo suo, assoluto protagonista. DALL’85’ NAINGGOLAN SV.

LUKAKU 7 – Lento, ingolfato, la brutta copia dell’attaccante che continua a mietere record in Nazionale. Bremer lo tallona per tutto il tempo, a tratti lo batte fisicamente e approfitta di scelte non limpidissime del belga. Nella ripresa però l’orgoglio riemerge, le maglie si allentano e la rimontona porta soprattutto il suo nome.

ALL. CONTE 6 – Non ha il tempo né gli uomini per preparare bene la gara, ma anche il Toro non se la passa bene. Il suo turn over non convince e il primo tempo è il peggiore visto durante la sua gestione. Lascia troppo campo ai granata e davanti non crea nulla. Gli serve la seconda sberla per intervenire e la squadra digerisce subito i cambi offensivi, reagendo alla grandissima. Torna a vincere grazie alla panchina, evitando il roboante tonfo.

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